La manipolazione genetica e diabolica della coscienza

  di Padre Angelo Del Favero

 

Oggi non siamo di fronte semplicemente all’accecamento della coscienza, ma ad una sua “rifusione laicista”, a causa della quale viene falsato il giudizio della ragione a partire dall’organo stesso del discernimento, come dichiara apertamente Gesù ai farisei nel contradditorio a proposito del cieco nato: “SE FOSTE CIECHI, NON AVRESTE ALCUN PECCATO; MA SICCOME DITE: “NOI VEDIAMO”, IL VOSTRO PECCATO RIMANE” (Gv 9,41).

E’ come se l’occhio non avesse nella retina quei coni e/o bastoncelli che sono le cellule della vista a colori (non ricordo quale dei due tipi di cellule la consente), per cui l’individuo, vedendo la realtà in bianco e nero e “sapendo” di vederci bene, non crede a chi afferma che il cielo è azzurro e il sangue è rosso.

Il fatto che molti ritenessero giusto far morire Eluana (“per Eluana” si chiamava l’equipe della sua morte programmata), dimostra che l’opera più preziosa, fine e delicata di Dio, cioè la coscienza dell’uomo, ha ormai subito una sorta di “ri-programmazione”  laicista, per la quale il fondamento delle scelte morali non è più l’uomo stesso nella sua verità naturale davanti a Dio, inscritta indelebilmente nella coscienza, ma l’uomo nella volubilità dei suoi desideri, dettati dall’esigenza del momento, obbedendo a un solo criterio “morale”: la gratificazione.

Il termine “riprogrammazione” è scientifico ed indica la straordinaria scoperta di una tecnica che consente di far retrocedere una cellula adulta (ormai specializzata secondo il tessuto di appartenenza biologica) allo stadio primordiale di cellula “staminale” (da “stamen”, elemento primo che genera), capace perciò di dare origine ad un organismo intero completo, secondo l’informazione contenuta nei geni cromosomici presenti in tutte le cellule, esclusi i globuli rossi del sangue che sono privi di nucleo.

Qualcosa di simile è avvenuto nella coscienza dell’uomo di questo nostro tempo “post-moderno”.

La coscienza, da retta, matura e ben formata che era, culturalmente e spiritualmente in armonia con la ragione, sembra aver subito una subdola e profonda “ri-programmazione” ad opera della mentalità perversa e degenere di questo mondo, entrata in tutte le case attraverso i mass-media. Il venir meno della fede, ha privato l’uomo della Parola, lampada per i suoi passi e luce della coscienza; di conseguenza l’uomo non è in grado di riconoscere lo splendore divino della Verità su se stesso (Gv 16,13), come dichiara Paolo: “MA L’UOMO LASCIATO ALLE SUE FORZE NON COMPRENDE LE COSE DELLO SPIRITO DI DIO: ESSE SONO FOLLIA PER LUI E NON E’ CAPACE DI INTENDERLE, PERCHE’ DI ESSE SI PUO’ GIUDICARE PER MEZZO DELLE SPIRITO. L’UOMO MOSSO DALLO SPIRITO, INVECE, GIUDICA OGNI COSA, SENZA POTER ESSERE GIUDICATO DA NESSUNO. INFATTI CHI MAI HA CONOSCIUTO IL PENSIERO DEL SIGNORE IN MODO DA POTERLO CONSIGLIARE? ORA, NOI ABBIAMO IL PENSIERO DI CRISTO” (1 Cor 14-16).

E’ la fede che ci dona “IL PENSIERO DI CRISTO”, cioè il discernimento della Verità, dal momento che infonde nell’uomo il Suo stesso Spirito: la Verità è così interiormente illustrata dalla “VERITA’” in persona.

Per questo, quando “QUELLI CHE VIVONO SECONDO LA CARNE” (l’uomo privo della grazia, in balìa dei desideri disordinati), si confrontano con “QUELLI INVECE CHE VIVONO SECONDO LO SPIRITO”, come è accaduto nel dibattito su Eluana, non possono comprendere la Verità che ascoltano. Paolo lo afferma così: “LA CARNE TENDE ALLA MORTE, MENTRE LO SPIRITO TENDE ALLA VITA E ALLA PACE” (Rm 8,5-6).

Tutto ciò chiama in causa il nemico numero uno dell’uomo, colui che è all’origine della prima disgrazia dell’umanità; il tentatore subdolo e fatale del primo peccato, il peccato originale (Gen 3; Sap 1,24).

Ascoltiamo queste parole di Paolo VI: “Sappiamo che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana. Da ricordare la rivelatrice parabola evangelica del buon grano e della zizzania, sintesi e spiegazione dell’illogicità che sembra presiedere alle nostre contrastanti vicende: “UN NEMICO HA FATTO QUESTO” (Mt 13,28). E’ “L’OMICIDA FIN DAL PRINCIPIO… E PADRE DELLA MENZOGNA”, come lo definisce Cristo (Gv 8,44-45); è l’insidiatore sofisticato dell’equilibrio morale dell’uomo. E’ lui il perfido e astuto incantatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle nostre istintive, profonde aspirazioni.

Potremo supporre la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente, dove l’amore è spento da un egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle (1 Cor 16,22; 12,3), dove lo spirito del Vangelo è mistificato e smentito, dove la disperazione si afferma come l’ultima parola, ecc.” (da una catechesi del 15 novembre 1972).

Il mistero della coscienza, proprio in forza della verità rivelata della creazione dell’uomo, ha anche una base biologica, ed è perciò anche a questo livello che la coscienza si ammala.

Al riguardo, uno studio di Angelo Serra, S.I., pubblicato dalla Civiltà Cattolica 2008, IV, 228-238, dal titolo: “L’incanto del cervello e l’enigma della mente”, conclude con queste parole: “Di fatto, mente e coscienza sono i due fattori caratteristici essenziali che separano nettamente la specie “Uomo” da tutto il resto del mondo animale. Mente, energia che pensa, riflette e si esprime attraverso un linguaggio comprensibile, immensamente sviluppato e straordinariamente guidato dall’attività di miliardi di neuroni che operano ordinatamente senza soste nel cervello. Coscienza, riflessione che esamina ciò che la mente esprime per giudicarne il valore: bene o male. In realtà, l’enigma della mente e della coscienza, esclusivo della specie umana, è risolto, e a un livello immensamente superiore al livello strettamente biologico, che pure ne è la base indispensabile”.

 

 

 

AFFIDAMENTO A MARIA DEL MPV

(testo di Lucia Barocchi)

 

 

TI SALUTO O MARIA !

 

Ti saluto o Maria

    che sei Madre di tutti noi

 

Ti saluto o Maria

    che dicesti Si alla Vita del tuo Figlio Gesù,

    pur sapendo l'enorme prezzo morale, spirituale e fisico

    che avresti pagato per quella Maternità

 

Ti saluto o Maria

    che rispondesti con sollecitudine alla vocazione

    di accompagnare ogni maternità e condividesti

    i giorni della tua attesa con quelli di Elisabetta,

    sola e bisognosa di un angelo consolatore e operoso come Te

 

Ti saluto o Maria

    che accettasti dolcemente e sapientemente

    il mistero di un Figlio divino,

    nascondendo nel segreto del tuo cuore

    i tuoi sogni e bisogni materni

 

Ti saluto o Maria

    che salisti il calvario ogni giorno della tua vita,

    finché ai piedi della Croce, insieme al tuo Figlio crocifisso,

    trasformasti l'agonia in Annunciazione,

    la morte in nascita,

    il sepolcro in culla,

    e divenisti Madre di ognuno di noi

 

Ti saluto o Maria

    Madre della Vita

    Tu che fosti colmata dalla sovrabbondanza della Vita,

    accetta che ci consacriamo a Te e, attraverso Te,

    a tuo Figlio: la Vita !

    noi che per vocazione siamo nati per creare vita,

    ti supplichiamo: inviaci a portare ovunque

    la fiamma del tuo Si alla Vita !

 

    Amen

 

Firenze, Monastero di S. Marta,

28 febbraio 2009