Gli argomenti usati dagli abortisti per giustificare l'aborto e le relative

risposte.

 

(ALLE AFFERMAZIONI ABORTISTE LE RISPOSTE DI CHI CREDE NELLA VITA !!!)

 

di Norman L. Geisler

 

1) Nessuno conosce quando comincia la vita umana.

 

Se nessuno conosce quando comincia la vita umana, essa potrebbe

cominciare anche all'atto del concepimento. E se essa comincia

all'atto del concepimento l'aborto è un omicidio. Possiamo noi

giustificare l'assassinio di qualcosa che potrebbe essere umano?

L'incertezza non ci autorizza ad uccidere dei feti. Non possiamo

uccidere dei feti anche se non siamo sicuri che si tratta di esseri umani.

Attualmente sappiamo che la vita comincia all'atto del concepimento.

Lo spermatozoo con 23 cromosomi non è un essere umano come non lo è

l'ovulo femminile con i suoi 23 cromosomi, ma quando essi si uniscono

formano 46 cromosomi, e il risultato è un essere umano. Questo è

un fatto scientifico. Geneticamente questo ovulo fertilizzato è un

essere umano con le sue caratteristiche e la sua identità. Da questo

punto è solo questione di crescita, non di genere.

 

2) La madre ha il diritto di controllare il suo corpo.

 

Il bambino non è una parte del corpo della madre. E' un essere umano

individuale con un suo corpo separato. La madre alimenta il suo

bambino mentre è nel suo seno e questo non gli da diritto di decidere

per la sua vita o per la sua morte. Come la madre ha il dovere di

provvedere all'alimentazione del proprio figlio dopo la nascita,

altrimenti sarebbe colpevole di omicidio per fame, allo stesso modo

non ha diritto di troncare la vita del proprio figlio prima di nascere.

Anche se il nascituro fosse parte del corpo della madre, ella non

avrebbe il diritto di fare ciò che vuole con il suo corpo, non avrebbe

il diritto di mutilarsi tagliandosi una mano o un piede. Ella non ha

neanche il diritto di togliersi la vita mediante il suicidio.

 

3) Un nascituro non è realmente umano finché non è nato.

 

Se un bambino non è umano prima della nascita, quando lo è?

Certamente non è un minerale o un vegetale. Le mucche danno vita alle

mucche e le cavalle ai cavalli. Nessuno ha difficoltà

nell'identificare un cane nascituro come un cane o un maiale nascituro

come un maiale. Perché si dovrebbe porre la questione per i nascituri

umani?

I nascituri umani sono identificati umani per il cambiamento di luogo?

Cioè che dall'utero materno passano alle braccia materne? La

differenza tra i bambini che sono nati e quelli che non sono ancora

nati non è la loro natura, ma il luogo (essere nell'utero ed esserne

fuori) e la loro misura. Certamente delle caratteristiche accidentali

o circostanziali come quelle relative al luogo e alla misura, non

determinano se un essere è umano o meno.

 

4) I bambini non sono esseri personali coscienti.

 

Secondo questa obiezione uno deve essere cosciente per essere umano.

Ma se la coscienza determina l'umanità, allora gli adulti che dormono

non sono umani. Inoltre, se la coscienza determina l'umanità, allora

quelli che cadono in coma perdono la loro umanità.

La logica conclusione di questo discorso sarebbe che uccidere esseri

senza coscienza non sarebbe commettere omicidio, allora tutti gli

assassini dovrebbero semplicemente far perdere la coscienza alle loro

vittime prima di ucciderle.

Inoltre, i bambini sono coscienti prima di nascere. Un mese e mezzo

dopo il concepimento, essi hanno le proprie onde cerebrali che poi

manterranno per tutta la vita. L'assenza di queste onde è considerata

un segno della morte, perché allora la loro presenza non è considerata

un segno della vita?

Verso i tre mesi reagiscono agli stimoli e possono avere coscienza di

un senso di oppressione, di dolore e di gioia.

La coscienza di sé (non la consapevolezza) distingue l'uomo dagli

animali, anche da quelli di grado superiore. Tuttavia la coscienza di

sé non si manifesta finché un bambino non arriva ad un anno e mezzo

circa. Così, secondo la logica degli abortisti, si può giustificare

l'aborto prima di quel periodo.

 

5) Ogni bambino ha diritto a una vita piena.

 

Quali sono i criteri per stabilire se una vita è piena o meno e chi

può stabilire questo?

Questo genere di ragionamento si è spinto talmente oltre che alcuni

giudici hanno condannato dei genitori per aver messo alla luce bambini

sapendo che erano deformati in base ai test prenatali.

Questo ragionamento potrebbe far credere che è possibile rinviare la

nascita di un figlio a migliori circostanze, per cui lo si può

uccidere ora. Non è così. Togliere la vita a questo nascituro

significa togliere l'unica possibilità, che questo essere ha, di

venire al mondo. Egli non avrà alcuna altra circostanza migliore per

venire alla vita. Perciò la scelta non è fra una vita deforme e una

sana, la vita è una sola e non c'è scelta. Ognuno ha diritto alla vita

che egli ha, non tenere conto di questo significa attentare all'unica

possibilità di vita.

Anche secondo questa logica, si dovrebbe poi uccidere tutti gli esseri

umani deformi, anche al di fuori dell'utero materno (cosa che alcune

menti diaboliche, in parte, hanno messo in atto nel corso della

storia). Così questa logica abortista condurrebbe all'infanticidio e

all'eutanasia, ed alcuni abortisti ammettono che queste due

possibilità discendono dalla stessa logica. Secondo questi ultimi è

più giustificabile togliere la vita a chi è deforme che togliere la

vita a chi potrebbe esserlo secondo test prenatali.

 

6) E' meglio abortire che esporre un figlio a maltrattamento.

 

Secondo ciò il non abortire figli indesiderati conduce al

maltrattamento. Statisticamente è l'opposto. I casi di figli malmenati

sono aumentati con l'aumentare degli aborti. Apparentemente il

disprezzo per la vita umana, riflesso nell'accettazione dell'aborto,

si estende dalla fase prenatale a quella post-natale. Erroneamente

questa obiezione fa ritenere che l'aborto non è un grande maltrattamento.

Attualmente l'aborto è il peggiore maltrattamento che può essere

inflitto ad un essere umano: porta la morte. Per impedire che il

bambino subisca maltrattamenti gli infliggono un maltrattamento

peggiore. Questo è semplicemente grottesco.

Inoltre, se si può uccidere il nascituro per evitare potenziali

oltraggi, perché non uccidere il già nato che viene attualmente

malmenato? I milioni di bambini che vivono nella denutrizione si

possono togliere di mezzo tranquillamente secondo questa logica. In

altre parole, se noi proteggiamo il nato che viene maltrattato, quanto

più dovremmo proteggere il nascituro che è ancor più indifeso?

 

7) Noi dobbiamo fermare la sovrappopolazione o moriremo tutti di fame.

 

L'alternativa fra l'aborto e la sovrappopolazione è falsa. Ci sono

altre alternative. Il controllo della nascite può limitare la

sovrappopolazione senza omicidi e questo si può fare con la prevenzione.

 

8) Non possiamo legiferare sulla moralità.

 

Se fosse così dovremmo sbarazzarci delle legislazioni che si basano

sulla moralità. Dovremmo cominciare ad eliminare le proibizioni

riguardo all'assassinio, alla crudeltà, al maltrattamento dei bambini,

all'incesto ed a tutti quei casi in cui la morale è la base dalla

formazione delle leggi applicate. Dovremmo eliminare anche le leggi

antischiaviste e tutte le altre leggi sui diritti civili. Anche queste

leggi riguardano il comportamento morale della persona. Questo sarebbe

chiaramente sbagliato e pochi abortisti suggerirebbero di abolirle. Ma

se è così, perché non dovremmo avere delle leggi per proteggere i

diritti morali del nascituro?

Inoltre, le attuali leggi che permettono l'aborto su richiesta, sono

di natura morale, perché in effetti affermano che togliere la vita a

un essere umano, non ancora nato, è moralmente giusto.

E' impossibile evitare di legiferare secondo i criteri della moralità.

Al fine di avere una buona legislazione bisogna incorporare nelle

leggi ciò che è moralmente giusto. Per questo, è assolutamente

ingiusto di togliere ad un essere umano innocente il suo diritto alla

vita. Perché il diritto alla vita è il diritto dei diritti. Senza vita

non c'è alcun diritto.

 

9) I bambini mentalmente ritardati non dovrebbero essere fatti nascere.

 

E' interessante notare che nessuna organizzazione di genitori con

figli mentalmente ritardati ha mai sostenuto l'aborto. Tutte le

famiglie, che io ho conosciuto, sono affezionati ai loro figli

mongoloidi perché mostrano un amore schietto.

I bambini mentalmente ritardati sono umani, ucciderli equivale a

commettere omicidio. A maggior ragione, non si deve uccidere quelli

che non sono ancora nati perché sono ancora più indifesi. La logica

con cui gli abortisti giustificano l'aborto terapeutico, sarebbe

valida anche per l'infanticidio.

 

10) Perché una donna violentata dovrebbe essere forzata a portare un

figlio indesiderato?

 

La violenza carnale è una delle cose più indegne che una persona possa

subire. Bisogna avere grande compassione per le vittime, tuttavia

bisogna tenere presente alcune cose: primo, non c'è alcun modo di

disfare il fatto, ricorrere all'aborto non significa cancellare

l'oltraggio; secondo, non si ripara a un violenza (subita) con

un'altra violenza: un delitto non è la soluzione a un altro delitto;

terzo, non viene fatta giustizia punendo la creatura che nasce a causa

della violenza sessuale. Due errori non fanno una verità. La colpa di

ricorrere all'omicidio (aborto) non aiuterà la madre.

La violenza sessuale non è un crimine per la vittima, ma uccidere un

innocente è un crimine: l'aborto trasforma una vittima in carnefice!

Sebbene raramente le vittime di violenza sessuale concepiscano dei

figli, quei pochi bambini che vengono concepiti hanno tutto il diritto

di vivere.

Chi non è stato benedetto ascoltando la musica gospel della famosa

cantante negra Ethel Waters? Sua madre fu violentata all'età di

tredici anni. Forse che ella doveva abortire e non far nascere Ethel?

Perché punire un frutto innocente anche se frutto di episodio di

violenza carnale? Bisogna colpire il colpevole della violenza, il

violentatore e non la più innocente creatura.

 

11) Gli aborti vengono svolti comunque, meglio allora legalizzarli.

 

Dovremmo legalizzare il ratto e la violenza sui bambini solo perché

esistono delle persone che commettono queste atrocità? Dovremmo

legalizzare l'incesto e la crudeltà solo perché esistono delle persone

che li commettono? Legalizzare delle cose malvagie non le rende

moralmente giuste. Legalizzare un'attività illecita non ne frena

necessariamente l'abuso, anzi qualche volta lo favorisce. Questo è

attualmente il caso degli Stati Uniti.

D'altro canto, cambiare le leggi può aiutare a cambiare l'attitudine

verso un certo illecito, come hanno dimostrato le leggi abolizionisti

della schiavitù.

Le leggi in sé non possono forzare le persone ad essere buone, ma

rafforzare le buone leggi può aiutare a frenare le persone nel fare il

male.

 

12) Legalizzare l'aborto salverà la vita delle madri in quanto renderà

gli aborti più sicuri.

 

Le statistiche dicono che la maggior parte degli aborti avvengono

ancora al di fuori degli ospedali. La Corte Suprema degli USA ha

decisamente bocciato progetti di legge che erano atti ad assicurare un

minimo di igiene nelle fabbriche dell'aborto. Così, se un carro

bestiame si parcheggiasse in strada mettendo su un cartello con

scritto: "qui si operano aborti", il governo non soltanto non

impedirebbe l'operazione, ma non insisterebbe neanche che gli

abortisti sterilizzassero i loro strumenti!

Inoltre, la legalizzazione dell'aborto in USA, non ha salvato vite, ma

ha fatto perdere vite: 16 milioni nei primi dodici anni dal momento

dell'approvazione da parte della Corte Suprema.

Anche se il governo fosse in grado di garantire migliori condizioni

igieniche per effettuare l'aborto, significherebbe semplicemente

assicurare l'igiene nell'omicidio. Sapere che si è trattato di un

uccisione pulita è una ben magra consolazione per la vittima.

 

13) Non dobbiamo proiettare la nostra moralità sugli altri.

 

Se è così, chi sono gli abortisti che proiettano la loro moralità su

chi non è ancora nato? E come se essi dicessero ai non ancora nati:

"Il mio credo morale è che voi non dovete vivere". Questa non è una

proiezione di moralità, ma una proiezione di immoralità. Infatti, noi

dobbiamo influenzare con la nostra moralità i convincimenti degli

abortisti. Se non lo fanno quelli che sono capaci di influenzare con

la giusta moralità per proteggere le vite innocenti, chi lo farà mai?

Proiettare le nostre giuste convinzioni morali sugli altri non è

sbagliato, è sbagliato distruggere i diritti morali degli altri.

L'aborto distrugge il diritto morale alla vita che hanno gli innocenti.

 

14) L'aborto è la soluzione per le gravidanze indesiderate.

 

Una soluzione migliore è l'adozione. E' difficile affidare un bambino

agli altri, ma è meglio che ucciderlo.

La madre che ha abortito è spesso depressa, sia quando arriva il tempo

che avrebbe dovuto partorire che in seguito a rimorsi di coscienza ed

altro. Questa depressione talvolta ricorre per anni ed anni in

occasione del compleanno del bambino. Qualche volta la depressione è

così forte che la madre sfiora il suicidio.

Le madri con gravidanze indesiderate hanno di bisogno di

incoraggiamenti per trattenere il figlio e non incoraggiamenti per

uccidere il figlio. Un metodo efficace è la realizzazione e

l'accoglienza in cliniche per consultazioni ed aiuti, non di cliniche

per aborti.

 

15) Nessun bimbo indesiderato dovrebbe mai nascere.

 

Secondo questa asserzione, ogni concepimento indesiderato dovrebbe

automaticamente comportare un figlio indesiderato. Capita però che

molte madri cambiano il loro atteggiamento dopo aver superato il

trauma iniziale della gravidanza indesiderata. Spesso cambiano il loro

atteggiamento anche quando avvertono o vedono con l'ecografia che

portano un essere vivente nel loro grembo. Accade anche che molte

madri cambiano idea dopo che i loro figli sono nati.

Se la madre non vuole allevare il bimbo, ci sono molte altre famiglie

che, non possono avere figli e che sono disposte a riceverli. Nel

mondo ci sono più persone che desiderano avere figli di figli che si

possono adottare.

Il solo fatto che non si desidera che qualcuno venga alla vita non ci

dà il diritto di ucciderlo. I nostri desideri non debbono intaccare i

diritti degli altri, specialmente il diritto di vivere. Davanti a Dio

e davanti agli uomini una madre con un figlio sono due persone.