1- Esiste un’altra faccia dell'universo giovanile che fa meno notizia, alla quale raramente viene dato spazio, ma in cui ci riconosciamo di più. Tutti noi viviamo, studiamo e lavoriamo nella società, vi svolgiamo i nostri compiti e sentiamo la responsabilità del nostro ruolo. E quando si parla di questioni sociali, della direzione che si vuole imprimere allo sviluppo sostenibile e al multiculturalismo, proprio della nostra epoca, riteniamo di avere voce in capitolo.
2- Come parte attiva della società, pensiamo di avere un contributo e un'interpretazione originale da offrire. Portiamo in dote soprattutto un sano idealismo, immune da calcoli e compromessi, che ancora ci fa credere con entusiasmo di poter cambiare il mondo: senza essere eversivi, ma con un'offerta di senso importante da proporre. In secondo luogo sentiamo forte lo slancio verso la solidarietà, il dialogo e la costruzione del bene comune. Per questo siamo impegnati quotidianamente in gruppi, associazioni culturali, religiose o di volontariato.
3- Della società moderna apprezziamo la vitalità l’apertura pluralista e le tante idee giunte nel corso del tempo a maturazione. Se però da un lato, essa ci offre opportunità importanti ed aspetti meritevoli di essere conservati, dall'altro non possiamo accettare acriticamente ed essere insensibili alle contraddizioni e alle ingiustizie, che la caratterizzano. Riteniamo dunque fondamentale il dialogo tra le varie realtà giovanili impegnate nel mondo della cultura e del volontariato: solo attraverso il dialogo ed il confronto tra proposte diverse è possibile partecipare alla costruzione di una società migliore, superando gli squilibri e ricercando un'interpretazione della realtà il più possibile condivisa.
4- Le attuali questioni della integrazione di realtà
differenti, del pieno rispetto reciproco e della ricerca
condivisa del bene, non riguarda solo culture e paesi
diversi ma si pone spesso e volentieri anche
trasversalmente alla nostra società. Nell’ottica di
iniziare un confronto fruttuoso, vorremmo quindi,
innanzitutto, proporre un
concetto nobile di laicità:
un metodo di ragionamento, di approccio alle molteplici
questioni e di ricerca del bene comune che
ponga l'uomo come
fine e la ragione come mezzo per ricercare il bene
comune. Vorremmo con questo mezzo
cercare il dialogo tra idee e modelli culturali con
vocazioni e tradizioni diverse e ricercare un
denominatore comune. Non vogliamo negare ogni certezza
assoluta o coltivare il dubbio fine a se stesso.
Vogliamo, piuttosto, proporre la certezza che ha
ispirato l’idea dei Diritti Umani:
la dignità di ogni essere
appartenente alla famiglia umana.
Da poco terminato il conflitto più sanguinoso della storia umana e l’esigenza di rifondare il dialogo tra Popoli, contrastando gli orrori della guerra e delle ideologie che li avevano generati con una nuova istanza di giustizia, libertà, pace ed uguaglianza. La premessa necessaria e condivisa, scritta nel preambolo, è che sia innanzitutto riconosciuta “la dignità di ogni essere appartenente alla famiglia umana”.
